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Commento Post-Partita

 


   13.  Scag Mombello - NUOVA AURORA  4 - 4  [giocata il 30/01/2010]

“ APERITIVO DOLCE AMARO… “

L’orario è strano, ore 18,30, come del resto il susseguirsi di quest’ultima partita del girone d’andata. Gli avversari erano nella parte bassa della classifica e i punti portati in patria da quest’incontro purtroppo raggiungono appena l’unità.
La formazione è parzialmente decimata o se così non si può dire, almeno spiluccata: assenti il Coach in primis e il Cugi in Padovis; il Bomber per l’occasione si fa Mister.

Sottomessi dal vento gelido del nord, si parte con il Pave tra i pali, il Cat e il Capitano in difesa, Addo, la Sfinge e Porci sulla linea mediana e in attacco l’Obe nazionale. Sin dall’inizio la partita è risultata “maschia”: il Laveno, dopo pochi minuti, scalcia pesantemente la Sfinge e così le due compagini non si amano alla follia per tutti i 57 minuti (il direttore di gara si è perso qualche minuto per la strada). Partita all’inizio equilibrata; qualche spavento lo creano i padroni di casa, ma tutto rimane nella norma; a passare in vantaggio sono però gli ospiti: lancio millimetrico di 30 m di Addo per il porci che insacca di testa, con la complicità del numero 1 avversario. I casalinghi non mollano e agguantano il pareggio con un tiro dal limite, anche qui sembrerebbe aiutato dal Pave nostrano. Ma Addo sembra un altro rispetto all’ultima prestazione e insacca poco dopo da posizione defilata con un missile terra-aria sul primo palo: nulla da fare per il portiere e 2 a 1.

Il 2 a 2 è un pandemonio: svista colossale dell’arbitro che concede un calcio di punizione dal limite, confessato pure dall’avversario (onesto ma non troppo: lo dice solo agli avversari, non al direttore di gara); punizione, respinta, mischia in area, palla che esce al limite, ancora tiro e gomito attaccato-largo del Cat che respinge il tiro destinato ad entrare in rete: rigore quindi sacrosanto e cartellino giallo (che poteva risultare di un colore più acceso) per il difensore bianco-azzurro; quindi un colpo al cerchio e uno alla botte: va bene così. Il Laveno si carica e spinto dall’entusiasmo si prende pure il vantaggio allo scadere della prima frazione di gara: tiro a mezza altezza sul primo palo che sorprende tutti: 3 a 2 e tutti negli spogliatoi, anzi no. La NAV rimane fuori al freddo e al gelo facendo capire che non vede l’ora di ribaltare il risultato; ma sono ancora i padroni con i pericolosissimi ribaltamenti di fronte che segnano il quarto gol.

Obe arretra e il Capitano va avanti; il vento si fa sentire sempre più pungente; la NAV ci prova, si sveglia, pressa, schiaccia e ci riprova: il portiere avversario si fa doppio e supera se stesso in più di un’occasione, ma la palla entra solo (o menomale) due volte. Quello di Addo è il primo: il Capitano scambia col Porci da calcio d’angolo, tira da posizione defilatissima e Addo raccoglie la corta respinta, mettendo nell’angolino. Porci invece agguanta il pareggio con la solita, ma sempre affascinante, finta dal limite che, leggermente deviata da un avversario, si insacca per il definitivo 4 a 4 finale.

In quest’annata, decisamente a intermittenza, c’è ancora da lavorare, un po’ sull’aspetto capelliano “tecnico-tattico” e molto sull’aspetto psicologico; il termine “gruppo” risuona ancora distante, troppo. Bisogna ritrovare quell’armonia comune che fa vincere la squadra su ogni fronte, troppo spesso salvata e abbandonata da individualità, spesso delizia, ma in questo momento anche croce di questa squadra. Bisogna essere uniti, TUTTI e SEMPRE, per non ritrovarci più a consumare degli amari aperitivi, ma degli appagati, gioiosi ed esultanti Happy Hour.

- il vostro Capitano -







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